Il rifiuto genitoriale (o parental alienation, nella letteratura anglosassone) è un fenomeno psicologico e giuridico che si manifesta quando un genitore — consapevolmente o inconsapevolmente — instaura nel figlio un atteggiamento di ostilità, disaffezione o rifiuto nei confronti dell’altro genitore, senza che tale rifiuto sia giustificato da condotte oggettivamente pregiudizievoli di quest’ultimo.
 
Il rifiuto genitoriale non è espressamente codificato come fattispecie autonoma nel diritto positivo. Tuttavia, esso rileva in diversi ambiti:
  • Diritto di famiglia (artt. 337-bis ss. c.c.): il principio della bigenitorialità impone che il figlio mantenga un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori. Comportamenti ostruzionistici possono integrare una violazione di tale principio.
  • Responsabilità genitoriale: i tribunali hanno riconosciuto che condotte di alienazione possono costituire grave inadempimento dei doveri genitoriali, con conseguenti provvedimenti limitativi o ablativi della responsabilità genitoriale ex art. 333 e 330 c.c.
  • Rilevanza processuale: il rifiuto del minore di incontrare un genitore viene valutato dal giudice con estrema cautela, dovendo distinguersi tra un rifiuto “genuino” (fondato su esperienze traumatiche reali) e uno “indotto” da pressioni dell’altro genitore.

La Corte di Cassazione ha più volte affrontato la questione, affermando che:

  • Il giudice non può limitarsi a recepire acriticamente il rifiuto espresso dal minore, dovendone invece indagare le cause profonde (Cass. civ., sez. I, n. 13274/2019).
  • Il genitore alienante può essere destinatario di provvedimenti sanzionatori, inclusa la modifica dell’affidamento.
Il rifiuto genitoriale rappresenta una delle questioni più delicate del diritto di famiglia contemporaneo, in cui la tutela del superiore interesse del minore deve essere bilanciata con la valutazione rigorosa delle dinamiche relazionali e delle eventuali situazioni di rischio reale. L’approccio multidisciplinare — che coinvolge giuristi, psicologi e assistenti sociali — rimane indispensabile per una corretta lettura del fenomeno.