Il curatore speciale del minore è una figura giuridica di fondamentale importanza nell’ordinamento italiano, posta a tutela degli interessi del minore nei casi in cui questi si trovino in conflitto con quelli dei suoi rappresentanti legali, ovvero genitori o tutore. Si tratta di uno strumento di garanzia che il sistema giuridico appresta per assicurare che la voce e gli interessi del minore siano adeguatamente rappresentati e difesi in sede processuale e, talvolta, anche stragiudiziale.
Con la Riforma Cartabia, entrata in vigore il 28 febbraio 2023, il legislatore ha introdotto una disciplina organica del curatore speciale del minore nel nuovo art. 473-bis.8 c.p.c., che ha razionalizzato e ampliato la figura. In particolare: la nomina è obbligatoria nei procedimenti che riguardano minorenni, quando il minore è parte del giudizio, nei casi di adottabilità e nei procedimenti de potestate di maggiore gravità; il curatore speciale è nominato d’ufficio dal giudice, oppure su istanza del pubblico ministero o delle parti; il curatore ha il dovere di incontrare personalmente il minore, raccoglierne le opinioni e portarle all’attenzione del giudice, garantendo così il rispetto del diritto del minore ad essere ascoltato, sancito dall’art. 315-bis c.c. e dalle fonti internazionali.
Invero, la figura del curatore speciale del minore si inserisce in un quadro sovranazionale che ne riconosce l’importanza: la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (New York, 1989) sancisce il diritto del minore ad essere ascoltato in tutti i procedimenti che lo riguardano (art. 12); la Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli (Strasburgo, 1996) prevede espressamente il diritto del minore ad avere un rappresentante speciale nei procedimenti giudiziari; il Regolamento (UE) 2019/1111 (Bruxelles II-ter) valorizza anch’esso il diritto del minore alla partecipazione nei procedimenti transfrontalieri che lo riguardano.
Il curatore speciale del minore rappresenta uno dei presidi più efficaci per garantire che il minore non sia mero oggetto del procedimento giudiziario, ma ne diventi soggetto attivo, con una voce propria e tutelata. La Riforma Cartabia ha segnato un deciso passo in avanti nella valorizzazione di questa figura, imponendone la nomina sistematica e definendone con maggiore precisione compiti e responsabilità. Rimane tuttavia fondamentale che coloro che ricoprono tale ruolo siano dotati di adeguata preparazione e sensibilità, affinché la tutela del superiore interesse del minore rimanga sempre al centro dell’azione giudiziaria.
